D.Lgs. 231/01 | Dall’Europa arrivano nuovi reati ambientali anche per le imprese

Compliance, Penale

L’Unione Europea ha compiuto un passo decisivo nella protezione dell’ambiente con l’emanazione della Direttiva (UE) 2024/1203 – di seguito scaricabile – che entrerà in vigore il 20 maggio 2024 ed impone agli Stati membri di adeguarsi entro due anni.

La nuova normativa, che abroga le direttive precedenti, mira a rafforzare la lotta contro i reati ambientali, introducendo sanzioni più severe e nuove fattispecie criminose.

La Direttiva stabilisce che reati come lo scarico di sostanze pericolose o la gestione inadeguata dei rifiuti, se commessi intenzionalmente o per grave negligenza, possono portare a pene detentive fino a 10 anni.

Inoltre, si introduce il concetto di “reati qualificati”, che si verificano quando l’azione illecita provoca danni estesi e significativi all’ambiente, con criteri ben definiti per valutare la gravità del danno.

La nuova Direttiva non lascia scampo nemmeno alle imprese che sono considerate le principali destinatarie delle norme contro i danni all’ambiente, dato che le nuove infrazioni riguardano prevalentemente le attività industriali e commerciali.

Viene quindi estesa la responsabilità per i reati ambientali anche alle persone giuridiche, qualora tali reati siano stati commessi a loro beneficio da parte di membri dell’organizzazione, sia dirigenti che subordinati.

Questo approccio si allinea ai principi del decreto legislativo italiano 231/01 sulla responsabilità amministrativa delle imprese.

Le sanzioni previste per le persone giuridiche sono sia pecuniarie che accessorie.

Le sanzioni pecuniarie potranno ammontare ad una percentuale significativa del loro fatturato globale annuo, o a somme fisse considerevoli. La Direttiva prevede anche circostanze che possono aggravare o attenuare la pena e richiede agli Stati membri di adottare misure per il sequestro e la confisca dei beni legati al reato.

Le sanzioni accessorie includeranno:

  • il dovere di riparare i danni ambientali
  • l’esclusione da benefici pubblici e finanziamenti
  • divieti commerciali
  • revoca di licenze e permessi
  • l’obbligo di adottare misure di controllo interno per garantire il rispetto delle leggi ambientali.

Quest’ultima sanzione sottolinea l’importanza dei sistemi di compliance che, se adeguatamente implementati, potranno ridurre o eliminare la responsabilità dell’ente.

Infine, la Direttiva introduce protezioni specifiche per i whistleblower, estendendo le garanzie già previste dalla normativa italiana sul whistleblowing (D.lgs. n. 24/2023) a chiunque denunci violazioni ambientali, fornisca prove o collabori con le autorità. Questo rafforza il sistema di tutela per coloro che contribuiscono a segnalare e contrastare i reati contro l’ambiente.

Le imprese sono quindi chiamate a un aggiornamento sostanziale dei propri Modelli Organizzativi ex D.Lgs. 231/01 e di gestione delle segnalazioni, per garantire la conformità alle nuove disposizioni e sottolineare il proprio impegno nella tutela dell’ambiente.

In conclusione la Direttiva (UE) 2024/1203 rappresenta un segnale chiaro dell’importanza che l’Europa attribuisce alla salvaguardia ambientale, imponendo un approccio più rigoroso e sistematico nella prevenzione e repressione dei reati contro l’ambiente.

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